L' Artrosi della Spalla

Una delle patologie più comuni

L’artrosi della spalla è una delle patologie più comuni tra la popolazione, riguarda principalmente la popolazione di sesso femminile con età superiore ai 60 anni.

Nel corso di questo articolo parleremo di questa patologia, partendo dal suo significato spiegheremo in che modo viene diagnosticata, quali sono i sintomi che la caratterizzano e in che modo la fisioterapia può essere di aiuto ai pazienti che soffrono di questa condizione.

Cosa è l’artrosi?

L’artrosi è una patologia degenerativa che consiste nel danneggiamento progressivo della cartilagine. Con l’alterazione dello strato cartilagineo, i segmenti ossei delle articolazioni, non avendo più uno strato protettivo entrano in stretto contatto.

Il meccanismo reattivo del corpo allo “sfregamento” tra le superfici ossee è la produzione di materiale ulteriore osseo, gli osteofiti, nelle superfici articolari. Gli osteofiti porteranno a una limitazione importante del movimento.

Cosa è l’artrosi della spalla?

Parlare di artrosi di spalla è molto generalizzato, infatti l’articolazione della spalla maggiormente colpita da questa patologia è l’articolazione tra la fossa glenoidea della scapola e la testa dell’omero, per questo sarebbe più corretto definire questa condizione come artrosi gleno-omerale.

Nell’artrosi di spalla, la superficie cartilaginea che ricopre i capi articolari per cause che ancora oggi non sono ben chiare, tende ad andare incontro a una degenerazione progressiva. Si inizia con l’assottigliamento della cartilagine fino ad arrivare alla lesione vera e propria che porta le due ossa in questione (testa omerale e cavità glenoidea) a stretto contatto tra loro senza avere più alcun tessuto di protezione tra di loro.

Come in tutte le degenerazioni artrosiche, anche in questo caso, il contatto tra le superfici ossee stimola la produzione di tessuto osseo in eccesso, gli osteofiti. Gli osteofiti aumenteranno in modo lento e graduale negli anni fino a limitare in modo importante il movimento dell’articolazione.

Per rallentare la degenerazione artrosica si attuano protocolli di fisioterapia conservativa, mentre per curare una spalla con artrosi avanzata è necessario un intervento chirurgico di sostituzione dei capi ossei artrosizzati con la protesi, a cui segue un percorso fisioterapico di almeno 5 mesi. In condizioni di artrosi alla spalla, si ha una continua infiammazione dei tessuti e in alcuni casi, quelli più gravi, sono ben evidenti all’esame radiografico, la formazione di geodi (cavità) all’interno dell’osso.

I SINTOMI

Dolore
Limitazione del movimento
Degenerazione cartilaginea e ossea
Gonfiore e rossore
Calore nella zona dolente

In cosa consiste il trattamento per l’artrosi della spalla?

Come già ti abbiamo accennato, la spalla artrosica può essere trattata con un percorso conservativo o chirurgico. La scelta dei due trattamenti dipende dal livello di degenerazione dell’articolazione.

Conclusioni

Se hai questo tipo di problematica, se devi operarti alla spalla perché hai un’artrosi molto avanzata, ti invitiamo a rivolgerti solo a Centri Fisioterapici di qualità. Come avrai già intuito, dopo aver letto l’articolo, non si tratta di un percorso semplice e ci sono molti fattori da prendere in considerazione e che possono influire sul percorso di cura oltre a quelli che ti abbiamo elencato.

Primo fra tutti è l’atteggiamento del paziente. Una persona che ha un motivo importante per recuperare che potrebbe essere la famiglia o il lavoro, sarà spronata a dare il meglio di sé in ogni seduta e a eseguire gli esercizi a casa che gli indicherà il fisioterapista.

Un altro elemento fondamentale è l’operazione, un’operazione riuscita alla perfezione getta le basi per un recupero ottimale della spalla, un Centro fisioterapico di qualità saprà consigliarti chirurghi esperti. E infine la qualità del professionista e del percorso fisioterapico che progetta.

Le tecniche che vengono utilizzate, gli esercizi che vengono assegnati e la motivazione che riesce a infondere al paziente possono accelerare di molto i tempi di recupero, e soprattutto garantiscono maggiori possibilità di successo nella riuscita completa della protesi.

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