L' artrosi della mano

Cos’è e come si cura questa patologia

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Cosa è l'artrosi della mano?

Si parla di artrosi della mano quando tale patologia colpisce una o più articolazioni di questo distretto corporeo. Ne soffrono gli anziani con maggiore incidenza tra coloro che praticano costanti attività manuali. 

Quali sono i sintomi?

I sintomi dell’artrosi alla mano sono i seguenti e possono essere in concomitanza oppure essere presenti solo in parte:

  • Dolore nell’articolazione della mano colpita, che nel caso della rizoartrosi si tratta di dolore nell’area immediatamente sotto al pollice, dunque in corrispondenza dell’articolazione trapezio-metacarpica.
  • Gonfiore locale
  • Calore locale
  • Rossore locale 

Quali sono le cause?

L’artrosi è una patologia le cui cause sono ancora non molto chiare. Sicuramente sono stati individuati dei comportamenti a rischio che possono predisporre l’individuo a subire tale patologia. Nel caso dell’artrosi alla mano infatti, i soggetti che soffrono di più questa condizione sono coloro che eseguono attività lavorative manuali come: muratore, carpentiere, massaggiatore, impiegati che passano molte ore sulla tastiera del pc e sul mouse, elettricisti, cuochi ecc…

Nel caso specifico della rizoartrosi, i movimenti che se ripetuti e forzati possono aumentare il rischio di artrosi sono quelli di opposizione e adduzione del pollice. Allo stesso tempo risultano essere presenti condizioni di familiarità, e predisposizioni genetiche. 

La fisioterapia per l'artrosi alla mano

La fisioterapia per questa condizione ha l’obbiettivo di ridurre i sintomi e migliorare la funzionalità della mano. Per raggiungere questo scopo si utilizzano in sinergia:

  • Tecniche manuali: come le mobilizzazioni in trazione e la massoterapia, contribuiscono a rilassare il tessuto e a trattare eventuali disfunzioni di movimento che spesso sono alla base di una condizione artrosica; 
  • Mezzi fisici: vengono applicati per controllare l’infiammazione e ridurre il dolore. I device più utilizzati al giorno d’oggi sono: – laser ad alta potenza – ultrasuoni e tecarterapia.
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La parola Tecarterapia è l’acronimo di Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo, che indica il modo in cui questo dispositivo possa portare uno stimolo biologico ai tessuti. Gli effetti biologici prodotti da questo dispositivo sono fondamentalmente 3:

  1. Effetto chimico: si ipotizza che la tecar porti ad una normalizzazione del potenziale di membrana, gli scambi cellulari tendono ad alterarsi in stati infiammatori;
  2. Effetto termico: durante l’applicazione di tecarterapia c’è un richiamo di sangue nella regione trattata, dunque un aumento del microcircolo locale e di calore. L’effetto termico oltre ad essere curativo è molto piacevole e rilassante, e per questo la tecar è uno dei dispositivi più richiesti dai pazienti.
  3. Effetto meccanico: risulta essere più semplice trattare e mobilizzare i tessuti quando questi sono stati biostimolati.
  • Ultrasuoni: si utilizzano onde sonore per produrre una stimolazione biologica nel tessuto; – elettroterapia antalgica come TENS e neuromodulatori tipo Interix.
  • Esercizi ed autoposture: sono per lo più insegnati durante la terapia per poi essere eseguiti a casa tutti i giorni. Con gli esercizi terapeutici specifici e l’adozione di specifiche posture il paziente riesce a stabilizzare più facilmente i progressi ottenuti nella seduta e a gestire meglio la sua condizione. Non pensare che sia molto complesso eseguire degli esercizi che possano ridurre il tuo dolore alla mano nel caso di condizione artrosiche come la rizoartrosi. Uno degli esercizi più utilizzati a casa si effettua con una semplice palla da tennis. Metti la mano dolente sul tavolo, con la parte dorsale in appoggio e la parte palmare rivolta verso l’alto. A questo punto con la palla da tennis effettua delle rotazioni sul punto in cui avverti maggiore dolore. Regola la pressione con cui ruoti la pallina sulla mano in modo tale che produca un dolore non superiore ai 6/10 (considerando 10 come il dolore più forte che hai mai avvertito). Procedi per circa 3 minuti, poi fai qualche istante di pausa e ripeti di nuovo. Al termine delle due serie ti accorgerai che la parte risulterà essere più mobile e meno dolente.
  • Informazione: si comunica al paziente quali sono i comportamenti a rischio da limitare, come gestire le fasi di dolore acuto e quando utilizzare ortesi come i tutori per la rizoartrosi. 

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