Il "Colpo della strega"

Come agire subito e ristabilirsi in fretta

Il colpo della strega rientra tra le problematiche di mal di schiena, e di queste è la forma di dolore più acuto.

Che tu sia un esperto del settore fisioterapico o no, sicuramente avrai sentito parlare di qualche persona che conosci che è rimasta bloccata alla schiena per il “colpo della strega”, ossia un dolore così forte, principalmente localizzato nella parte inferiore della colonna e quasi sempre maggiore da un lato, che impedisce di muoversi.

Non sono necessari traumi forti affinché si verifichi questa condizione, anzi, di solito si sviluppa nel corso di attività normali come raccogliere un oggetto caduto a terra, allacciarsi le scarpe, o portare le buste della spesa a casa.

Chiaramente il colpo della strega ha una maggiore possibilità di verificarsi in persone che soffrono già di lombalgia, che non hanno una colonna in perfette condizioni e che non effettuano i movimenti in modo ergonomico (ad esempio: quando raccogli un oggetto a terra, pieghi le ginocchia per restare dritto con la schiena?).

Nel corso di questo articolo entreremo nelle dinamiche del “colpo della strega”, spiegando di cosa si tratta, di come curarle e eventualmente come prevenirlo.

e una forma appiattita ma nei casi di infiammazione si gonfia per aumento di liquido al suo interno.

 

Cosa è il colpo della strega?

Il “colpo della strega” non è una patologia specifica, tantomeno è un termine medico, ma è una condizione in cui si avverte un forte dolore acuto alla colonna, così forte che il soggetto non riesce a muoversi, per la paura di esacerbare il dolore.

La sintomatologia è rappresentata da almeno uno di questi punti:

-Dolore solitamente localizzato, non specifico in un punto e che in alcuni casi può irradiarsi verso gli arti inferiori;
-Formicolio: che dalla schiena si estende agli arti inferiori;
-Difficoltà di movimento
-Difficoltà a mantenere la schiena dritta, e tendenza a rimanere con una postura in flessione e leggera rotazione unilaterale del tronco.


Solitamente il quadro sintomatico si protrae per alcuni giorni e la persona che ne è affetta deve ricorrere a dei farmaci antidolorifici per poter stare meglio.

Cosa fare appena subiamo il “colpo della strega”?

Se dovessi essere anche tu una vittima del colpo della strega, ricordati di alcune cose:

  • Nell’immediato non ti muovere, trova la tua posizione di comfort da sdraiato e aspetta qualche minuto.
  • Appena puoi vai dal tuo medico di base e dal tuo fisioterapista di fiducia: il primo potrà visitarti e nel caso assegnarti una copertura farmacologica, il secondo, oltre a trattarti, saprà darti dei consigli su come accelerare i tempi di guarigione.
  • Muoviti: non rimanere fermo a letto per troppi giorni, il movimento è fondamentale per le problematiche di schiena, e soprattutto svolgi con regolarità gli esercizi che ti avrà assegnato il tuo fisioterapista.
  • Esegui con costanza il ciclo fisioterapico e una volta superata la condizione, pianifica delle sedute di mantenimento con il tuo fisioterapista, almeno un paio. Solitamente sono più dilatate nel tempo rispetto a quelle del periodo di cura, (circa 1 ogni 30 giorni) ma saranno necessarie per monitorare la tua condizione e mantenere un buono stato di salute. E se dovessi pensare che è solo uno speco di tempo e di soldi, ti invito a pensare: quanto tempo e quanti soldi spenderesti se ti bloccassi nuovamente con la schiena? La risposta già la sai 😉

LA FISIOTERAPIA PER IL COLPO DELLA STREGA

Come già accennato in precedenza, non esiste un’unica condizione di “colpo della strega”. Potrebbe comprendere segmenti diversi della colonna come quello dorsale o quello lombare, potrebbe colpire in lati differenti, destro o sinistro, e potrebbe essere provocato da fenomeni eziologici diversi.

Per darti comunque un’idea su cosa faccia il fisioterapista per curare queste condizioni leggi il seguente schema:

  • Primo step: fase acuta

Tutti i cicli fisioterapici per il colpo della strega hanno come primo obbiettivo la riduzione del dolore. In questa fase si applicano tecniche manuali dolci come la massoterapia o il trattamento dei trigger point integrate con mezzi fisici ad alta tecnologia, come laserterapia, tecarterapia, ultrasuoni e elettroterapie.

  • Secondo step: fase subacuta

Quando il dolore acuto si è risolto si passa alla seconda fase, dove si ha l’obbiettivo di recuperare l’articolarità. Il fisioterapista applicherà delle tecniche manuali specifiche e le integrerà con posture ed esercizi a basso carico. Talvolta nel corso degli esercizi, trovandosi agli stadi iniziali dopo la risoluzione del dolore, il fisioterapista può consigliare al paziente di utilizzare un supporto come una pancera, al fine di evitare di sovraccaricare troppo la colonna.

  • Terzo step: fase ultimativa

Una volta risolta la sintomatologia dolorosa e recuperato il movimento, si passa all’ultima fase, con l’obbiettivo di recuperare in pieno la funzionalità del tronco e prevenire ulteriori condizioni del genere. Solitamente il fisioterapista pianifica un training riabilitativo specifico, con esercizi di vario tipo: dinamici, di equilibrio, di propiocezione, e sotto carico. In questa fase si lavora molto per recuperare le curve fisiologiche e per far apprendere la paziente una serie di comportamenti che tutelino la sua schiena: sedersi correttamente in macchina e al lavoro (dove si passano molte ore), piegare anche e ginocchia quando dobbiamo recuperare un oggetto a terra, e eseguire pochi ma precisi esercizi la mattina quando ci alziamo 😉 In molti ormai, al termine del ciclo fisioterapico preferiscono continuare con un percorso fisioterapico di mantenimento, di circa una seduta al mese, per poter mantenere la propria colonna in salute.

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