Borsite del Gomito

Come trattarla e guarirla

La borsite, come tutte le condizioni che terminano con il suffisso “–ite” è un’infiammazione. Si tratta infatti di una patologia infiammatoria della borsa sinoviale che si trova in prossimità dell’olecrano dell’ulna.

In condizioni normali la borsa del gomito risulta avere una forma appiattita ma nei casi di infiammazione si gonfia per aumento di liquido al suo interno.

Non sono pochi i casi in cui, se la borsite non viene trattata in tempo, la borsa sinoviale può raggiungere dimensioni importanti dal diametro maggiore a 4-5 cm

Quali sono le cause?

Al giorno d’oggi non sono state riscontrate delle cause dirette ben specifiche ma sono stati riconosciuti diversi fattori di rischio, che possono aumentarne le possibilità di insorgenza.

I principali fattori di rischio per la borsite al gomito risultano essere:

Operazioni chirurgiche al gomito: comprese le operazioni mini invasive come le artroscopie;


Microtraumi ripetuti nel tempo: in particolare nella loggia posteriore del gomito;


Traumi importanti come le fratture: le lesioni ossee più frequenti per questa articolazione sono la frattura dell’olecrano, la frattura del capitello radiale, la frattura distale dell’omero.


Infezioni: capita che alcune borsiti siano provocate dalla puntura di un insetto che ha fatto infezione;


Forme di patologie reumatiche: come nel caso dell’artrite reumatoide o della gotta;


Senza cause evidenti: esiste una piccola percentuale di pazienti che sviluppano la borsite al gomito senza alcun motivo attualmente conosciuto.

Come si cura?

La borsite al gomito raramente si cura con un’operazione chirurgica di asportazione della borsa sinoviale.

Di solito dal punto di vista medico può essere utile effettuare una aspirazione del liquido in eccesso, che nei casi più gravi è ben evidente nella parte posteriore del gomito, e prescrivere una copertura farmacologica antinfiammatoria.

La fisioterapia è il mezzo più utilizzato in queste condizioni, non presenta controindicazioni o effetti collaterali.

Su persone oncologiche, donne in stato di gravidanza, bambini, portatori di device non scollegabili dal corpo come i pace maker, persone con problemi dermatologici sono controindicati i mezzi fisici, ma non sarà un problema poiché ci sono delle valide alternative.

I SINTOMI

Questa condizione è caratterizzata dalla comparsa di diversi sintomi, da non confondere con quelli derivanti dall’epicondilite, che possono essere presenti in concomitanza o in parte:

Gonfiore e calore locale. Il gonfiore nei casi più gravi prende le dimensioni di diversi cm, simili a quelle di una palla da ping pong;
dolore, che è presente sia alla palpazione della borsa che al movimento soprattutto nei gradi di massima flessione, poiché in quella posizione la borsa viene stressata. Il dolore normalmente è locale, ma in alcuni casi si irradia sia verso il basso, lungo l’avambraccio, che verso l’alto, lungo il braccio. Al dolore spesso è associata una sensazione di bruciore;
riduzione della forza, in particolare nel movimento di estensione;
riduzione della funzionalità articolare: difficoltà ad eseguire le normali attività quotidiane come cucinare, guidare, portare la ventiquattrore, lavarsi i denti, indossare la giacca, pettinarsi ecc…

La cura con la FISIOTERAPIA

Per quanto riguarda le borsiti di natura prettamente muscolo scheletrica, come quelle causate da traumi precedenti, la fisioterapia è costituita di quattro elementi:

Tecniche di terapia manuale: hanno l’obbiettivo di migliorare il movimento fisiologico dell’articolazione, lavorando con mobilizzazioni articolari e tecniche che aumentino la mobilità del tessuto miofasciale. In alcuni casi, come in quelli post operatori, vi sono delle aderenze connettivali delle cicatrici che possono alterare il movimento dell’articolazione.


Mezzi fisici ad alta tecnologia: come il laser ad alta potenza, l’ipertermia, la tecarterapia, gli ultrasuoni e onde d’urto. Hanno l’obbiettivo di stimolare la biologia del tessuto, riducendo il dolore e controllando l’articolazione.
la tecarterapia per la borsite al gomito

Esercizi terapeutici: hanno l’obiettivo di recuperare il tono muscolare e la propriocezione del gomito. L’esercizio attivo così come le mobilizzazioni hanno un ruolo importante nella riduzione del dolore cronico, perché contribuiscono alla desensibilizzazione di un’area, come quella del gomito in questo caso, che potrebbe essere ipersensibilizzata al movimento.
Prevenzione dei comportamenti a rischio e informazione sui comportamenti da adottare: come ad esempio evitare di mettere sotto carico la parte interessata dalla borsite, non poggiare il gomito sul tavolo mentre si sta seduti, indossare il tutore durante la fase acuta, eseguire degli esercizi specifici al mattino, applicare il ghiaccio la sera ecc…


Normalmente in un ciclo di 10 sedute, con frequenza bisettimanale, si riesce a risolvere questa fastidiosa condizione e si possono riprendere tutte le normali attività di vita quotidiana.

Se hai dolore al gomito, non esitare a contattare subito un centro di fisioterapia. Non limitarti ad andare dal fisioterapista che si trova più vicino, fai in modo di scegliere il migliore per te: la qualità premia sempre, soprattutto per la salute!

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